Quando ci sono io, si vede. Nel senso che lascio traccia di me dappertutto. Per esempio, se ci sono io in casa compare disordine ovunque, ma non disordine normale, disordine mio: rullini tagliati in giro per il tavolo, forbici appese a lampade, libri di fotografia aperti nel letto a pagina 88, asciugacapelli in camera da letto abbandonati dentro un cassetto di biancheria intima, il bonsai che guarda fuori dalla finestra. Si vede anche nelle case degli altri, se sono passata. Per esempio potrei essermi dimenticata i miei inseparabili shampoo&balsamo nella doccia. O lasciato delle monete quando mi sono svuotata le tasche sulla vostra scrivania. Poi magari ho anche lasciato lo smalto blu o i calzini sotto al letto, è tipico, non guardo mai dove vanno a finire quando li lancio. Ma quello succede a chiunque. Si vede che ci sono io anche quando al posto che arrivare alle 21,30 in un bar si arriva alle 21,45 perché io ho tardato di 15 minuti dato che avevo lasciato qualcosa di perfettamente inutile per la serata a casa. Anche la quantità di foto taggate su facebook sono un indizio di quando ci sono reflexmunita. Poi le scarpe. Le scarpe in casa mia sono qualcosa di molesto. Al momento le ho messe in scala cromatica ma è sufficiente che debba uscire per mezzo minuto anche solo a prendere la posta che automaticamente diventano una montagna informe modello mercatino dell’usato. Solitamente poi, in mia presenza a braccetto c’è spesso il signor gossip, che spazia dalle notizie ansa, agli sproloqui su una blogger bruttissima, alle nerdate informatiche con tanto di sguardi interrogativi. Così, giusto per avvertirvi, se sono in ritardo non vi farò mai salire in casa, mi vergogno troppo del mio disordine compulsivo e potrei lavorare su qualche progetto supersegreto che comparirà su flickr la settimana dopo quindi no, non sali, aspetti di sotto per favore, tanto devo ancora tornare di sopra a prendere quella cosa inutilissima che mi sono dimenticata.
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