Qualcuno dieci minuti fa mi diceva di aver voglia d’estate. E allora mi è venuta in mente una scena del mio luglio sardo.
La sveglia non suonava mai, eravamo 7, e tutti ci svegliavamo circa alla stessa ora, ovvero: non prima dell’una. La notte, c’era sempre chi russava. Alle undici e qualcosa pero’ io e un mio amico andavamo sempre contemporanemente in bagno, come se ci fosse un timer: per poi tornare eventualmente a letto o andare a cuccarsi la colazione migliore prima che gli altri si alzassero. A colazione era il delirio della caffeina, era una droga totale, o caffè o torno a dormire, e un mio amico preparava il caffè per sette persone con diligenza, lui era l’addetto. Ci spostavamo da casa sulle due, con ombrelloni e borse frigo che neanche dovessimo sfamare mezza Africa, arrivavamo in spiaggia per poi andare immediatamente in acqua e rinfrescarci: i viaggi erano piuttosto lunghi o distruttivi, con navigatori che non funzionavano e guide locali smemorate. Chi si era ustionato i piedi o chi sembrava il team ducati da quanto era rosso, i teli da mare erano sempre arrotolati in malo modo perché ci camminavamo sopra, e alle 4 scattava il birrino pomeridiano. Ichnusa. Ichnusa. Ichnusa. Ichnusina? Ichnusina! Con tanto di ritiro verso le sette di sera e delirio di spesa per la cena, tutti cottissimi, al supermercato, dove godevi tantissimo perché c’era aria condizionata e il cappello di paglia non te lo toglievi mai. A casa i litri di acqua calda erano contati, le donne avevano il bagno privato: quello più grande e luminoso di tutti. Cena svelta, in centro subito a mangiarsi uno yogurt di dimensioni abnormi e cornetti caldi con la nutella e la panna. Che si rovesciavano sempre per terra. Mirto. Mirto. Mirto, e ancora mirto fino a quando la bottiglia non finiva e dovevi comprarne un’altra, il giorno dopo, nel supermercato con l’aria condizionata…
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One Comment
Bellissimo, abbastanza commovente :°)
Mi viene voglia di tornare lì, ora, e andare via da sto schifo di freddo :|