Quando finisce un pianto non so mai cosa fare. Stasera, per esempio. Mi aggiro per la casa con nulla da fare. Il computer ha le ventole che girano ed è sul divano, il divano scalda e le ventole partono. Se muovo il mouse e inserisco la password compare il progetto che devo consegnare il 15 settembre.
Vado in bagno per guardarmi allo specchio e nulla, mi guardo.
Torno, camminando lentamente, in salotto e sedendomi su una sedia mi verso un bicchiere d’acqua. Bevo il bicchiere d’acqua. Mi lego i capelli perché mi sento più libera e ascolto. Nella casa di fianco non c’è nessuno di sveglio. Mi alzo e vado di fronte al terrazzo. Guardo il mio riflesso sulla finestra e vedo luci attraversarmi lo stomaco. Bologna. Metto a fuoco le luci e sfoco me stessa. Rimetto a fuoco nuovamente me stessa. Sposto lo sguardo, ma rimango immobile.
La tv è accesa in muto, c’è Madonna che canta in un video in bianco e nero, ma per me sta solo ballando e gesticolando. Il modem ha le luci verdi accese. Non fa rumore. Silenzio. La mia sciarpa fucsia è ancora arrotolata all’attaccapanni. E fuori ci sono ancora i cartoni della pizza dal pranzo di oggi. Poi, mi concentro. Metto a fuoco l’aria. E saluto i ricordi, quelli buoni, siete arrivati finalmente, vi ho aspettato tanto stasera, avete tardato. Come d’altronde ho aspettato anche qualcos’altro, ma si vede che non era serata. Dopo un pianto non so mai a chi chiedere consiglio per cosa fare. Come stasera, per esempio.
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One Comment
Io dopo aver pianto apro il terrazzo senza fare rumore (perchè di solito si piange di notte) e poi mi siedo ad annusare un po’ l’aria della notte. È vuota e allo stesso tempo piena circa come te