Andare a certi concerti è sempre rinvigorente. sì, stancante, sfiancante e tutto quello che finisce con ante che riguardi l’essere morti sul letto senza la forza di far niente, ma anche fortificante per la propria cultura musicale e non, per le proprie esperienze, per le possibili conoscenze e soprattutto per le emozioni. I chemical sono stati bravissimi, nel concerto hanno passato in rassegna molti singoli ma anche molte canzoni nicchia, a volume altissimo, di quello che ti entra dentro tutte le ossa e te le scuote, contornando il tutto da un monitor enorme dove giravano effetti e immagini tridimensionali che ti facevano sentire sulle montagne russe. Raggi colorati che proiettavano immagini, lettere e puntini su tutto il palamalaguti, aria densa di voglia di ballare e urlare e applaudire. Il pubblico era una massa unica, si muoveva allo stesso ritmo, respirava e ansimava tutto insieme, su e giu, si muoveva come un’onda. Il concerto di 1 ora e mezza e del valore di 47 euro mi è piaciuto proprio: tutto il freddo, il cibo-spazzatura e le gambe molli erano solo quisquilie.
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2 Comments
sembra l’esatta descrizione del concerto dei Subsonica il 30…sempicemente scioccante. tante persone tutte con lo stesso fine. sembrava quasi un rave alla fine…
rientrata a casa dopo il concerto di bruce springsteen a milano (in fila da dodici ore, al freddo e sotto qualche goccia di pioggia) non ricordavo altro che la magia di quella due e mezzo di spettacolo…
prossimi appuntamenti interessanti? kaori