Mi da sui nervi. Mi danno sui nervi, enormemente, fino al midollo, mi irrigidisce tutta la materia grigia. Fanno foto da schifo, banalissime, inquadrature scontate, e hanno successo. Hanno contratti che piombano dal cielo, milioni di commenti, sorrisi, complimenti, e sono PESSIMI, INSULSI, senza un minimo di FANTASIA. Diavolo. Fare una foto bella non vuol dire essere bravi ad usare una macchina fotografica. No, no no!! Come faccio a spiegarlo? Fare una bella, toccante, particolare foto vuol dire intrappolare una storia in un rettangolino. Non vuol dire trasmettere quello che VEDI, ma quello che percepisci, che senti, che annusi, che tocchi, in un qualcosa da vedere. Non devi inquadrare qualcosa che ha bei colori e basta. O qualcosa di famoso. O qualcosa di bello. Grazie mille, insomma, la tour eiffel è bella per forza! Il colosseo ha una forma bellissima! E allora? E’ solo quello? Cristo, no! Devi riuscire a percepirla, una foto. Io ne scatto tantissime, e ne pubblico 2, in proporzione. Eppure la foto la sento, quando è giusta. Su 40 foto della stessa cosa, la sento quando arriva quella giusta. Perchè intrappolo qualcos’altro, oltre all’immagine. Intrappolo tutto il contorno di sensazioni e visioni e aria e tutto. Diosanto. Non è sufficiente prendere una cosa da un punto di vista particolare. Devi crearlo tu, il punto di vista, devi inventartelo! Devi respirare più che puoi, assimilare ciò che hai davanti, e poi acchiapparlo. E non me ne frega niente se le vostre foto PENOSE hanno successo, a me fanno SCHIFO. Mancano di tutto quello che è fondamentale per una foto, TUTTO, sono solo immagini ben disposte. Non è sufficiente. Io davanti ad una foto devo sorridere, emozionarmi e ricordarmela quando torno a vederla. Devo invidiare chi l’ha scattata, devo scrivergli una mail di ammirazione, devo dire “oh, questa sì che è una foto”. E voi non siete capaci.
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7 Comments
La schiettezza è un pregio…
Ciao… non ti conosco, sono capitato sul tuo blog per puro caso, di link in link. Ho letto il tuo sfogo e pur non sapendo chi sia il destinatario… o meglio, in quale contesto il destinatario (o i destinatari) questo sfogo sia nato, lo condivido.
Frequento un forum di fotografia abbastanza grande per numero di utenti, e vedo che chi sottopone le proprie foto alla critica spesso è affetto da “commentite”, cioè da una così grande voglia di ricevere commenti positivi da sposare appieno una ortodossia fotografica tale da far loro produrre immagini quasi sempre ineccepibili da un punto di vista tecnico-formale, ma spesso vuotissime da un punto di vista delle emozioni.
Però, pur comprendendo il tuo sfogo, e pur avendo avuto spesso la tentazione di scrivere in quel forum a proposito di tale conformismo vuoto… mi trovo a pensare al fatto che ciascuno di noi, ciascuna delle nostre frasi, delle nostre foto, dei nostri sguardi è una sorta di proposta al mondo, una proiezione di sé che ciascuno fa sullo schermo in cui scorre il film dell’esistenza… e ognuno, ovviamente, proietta ciò che ha dentro… a volte il nulla, ma tant’è…
Perché prendersela? Nel macrocosmo ci sono regole non dettate da noi, e quasi sempre concepite a favore del soggetto più forte, che è da sempre e per sempre sarà la “massa”.
Non fosse così, nessuno radio passerebbe Gigi D’Alessio (scandaloso artisticamente, un successone commercialmente).
Non sono in grado di dare consigli… posso solo dirti che io ho risolto, anni fa, col microcosmo… il mio… in cui le regole, i valori, l’etica, il gusto sono i miei, miscelati con quelli a cui permetto di entrare e di contaminarmi (solo perchè li considero potenziali arricchimenti).
E verso il macrocosmo? Beh, ci vado in gita tutti i giorni, non fosse altro che per lavoro, e da bravo gitante guardo le cose che mi piacciono, mi indigno brevemente per quelle che mi ripugnano, sto attento a non lasciare cartacce per strada… e a sera me ne torno nel mio microcosmo con l’animo di chi, dopo una gita a volte interessante e a volte snervante, può rilassarsi nella propria Casa dolce casa.
Ciao, Massimiliano :)
Giusto! Bello il nuovo template comunque!
Ti rispondo qui a quanto hai scritto da me :)
E’ vero, spesso nelle fotografie viene rappresentato il vuoto… e io mi sono convinto che questo sia determinato dal fatto che, anche in un palo della luce inquadrato in maniera obliqua, il fotografo proietti qualcosa di sé… se non ha niente dentro, vedrai il nulla nelle sue foto.
L’importante è sapere che il nulla ha diritto di cittadinanza a questo mondo, anche se ovviamente non è affascinante nè coinvolgente.
Non resta che continuare a sperimentare e a gettare il cuore oltre… il diaframma :)
Ciao, Massimiliano.
Devo ammettere che sono rimasto molto colpito da quello che hai scritto. Anche io, come te, ho visto migliaia di foto che sono “vuote”, perfette tecnicamente ma vuote, prive di emozioni, almeno per me. Però pensa anche che magari chi l’ha scattata ci ha visto qualcosa dentro, rivedendola ci possa rivivere delle emozioni legate ad un particolare che tu/noi non possiamo capire, magari anche quello che tu critichi può pensare la stessa cosa delle tue foto nonostante per te siano piene di emozioni e significati. Personalmente mi è capitato di vedere una foto scattata da una persona qualunque, senza pretese particolari, con una digitalina compatta e sentirmi in obbligo di lasciare un commento per quanto ha suscitato in me! Per assurdo era il terzo commento che quella foto riceveva nonostante fosse stata vista un centinaio di volte. Allora mi domando sono io che ci ho visto più di quanto non ci fosse o sono loro che sono insensibili? Ognuno ha una propria sensibilità, il bello, l’emozionante è piuttosto soggettivo. A me può emozionare una cosa che ad un altro può sembrare totalmente priva di significato.
Se sei arrivata fin quì ti ringrazio per la pazienza e ti chiedo scusa per questo lunghissimo commento.
Ciao David ;-)
Ps: complimenti per le tue gallery su dA e flickr
La fotografia è l’unica cosa che ultimamente mi trasmette emozioni.
Amo fotografare e tuttavia non ho un briciolo di tecnica.
Vorrei studiare ma ho paura di diventare una tra tante che si limita a sapere e non riesce più a sentire, che immagazzina, percepisce oggettivamente senza interpretare.
E poi si, vedo foto che hanno successo e ci vedo rettangoli vuoti.
Brutta sensazione.A presto
Alessia
Come non condividere questo tuo post -_-” Capita regolarmente anche a me di chiedermi: “ehm ma com’è che questo qui ha così successo? Cos’hanno di speciale le sue foto?” E te lo dice uno che studia fotografia ed è circondato da fotografi. Anche a me capita di fare foto totalmente prive di senso, però c’è gente che ci campa con il puro “fondoschiena”, in qualsiasi senso tu lo voglia intendere…
ottimo blog e ottime foto ;)
Andrea F.