Ero lì, oggi, al mare. Ero lì sdraiata inerme sul lettino a godermi l’ombra, dopo un bagno nelle acque *cristalline* di Cervia (altro che Santorini, dico io), e ogni tanto vedevo passare un venditore di colore, con collane, teli da mare, borse, occhiali da sole. E mi è venuto in mente uno strano pensiero: chissà cosa pensano loro di noi, svaccati sul lettino , che abbassiamo lo sguardo e diciamo no-grazie. Chissà se pensano "Comodo tu, vedi che vitaccia che faccio io", o se pensano "ti capisco, mica puoi sempre comprare qualcosa" o se semplicemente si limitano a dire "oggi non è la mia giornata fortunata". E così, li guardavo con un occhio solo allontanarsi, puntini nel beige della sabbia, puntini loro, circondati da cubi e rettangoli di merce che vendono e che trasportano sulle spalle. Mentre li guardavo assonnata, quasi addormentata, arriva Andrea, che mi porge Vanity Fair appena comprato e lui si mette a leggere una rivista di computer. Scorro velocemente le pagine e ad un certo punto vedo l’articolo. "Cosa pensano loro di noi". Articolo di una giornalista, al mare, che vedendoli passare si chiede le mie stesse domande. Ma dai, penso stupita, telepatia!
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3 Comments
io gli compro sempre i cappelli di paglia, che poi sono di carta compressa.
quest’anno invece ho comprato un arco con le frecce.
Preoccupante direi! :-)
SincronicitĂ , direi. Nulla per cui preoccuparsi, anzi…