Ma poi io non sono una santa, e neanche una bacchettona. Non sono niente. Ho fatto una marea di stronzate, ho rubato cartelli, ho rubato altre cose, ho tradito, ho rinfacciato cose false, ho detto stronzate, ho conosciuto persone di ogni tipo, ho cambiato idea un milione di volte, ho illuso, ho spezzato. Ma facciamo finta che io sia un atomo nel mezzo dell’universo che si limita a osservare e a registrare quello che vede. Dopo un mese mi metto alla scrivania e faccio il punto della situazione. Precisamente non ho visto niente di insolito, ho visto le stesse corse della gente verso il massimo possibile, ho visto le solite aspettative esagerate e come è ovvio un sacco di super egocentrismo fine a niente, neanche a sè stessi, proprio a niente. Solo il gusto di essere egocentrici e dirsi guarda quanto sono bravo ed egocentrico, guarda come sono il centro perfetto di me stesso. Ho visto un sacco di gente puntare all’eccesso, ma non all’eccesso sano (l’ambizione) ma l’eccesso sbagliato, senza nessuno che gli facesse rendere conto di nulla perché al mondo tutti dovrebbero starsene zitti e farsi gli affari propri. E’ proprio così che funziona il mondo, in effetti. Che tutti si fanno i cazzi propri e tutti sono abbastanza grandi per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Mio cugino d’altronde, che ha 6 anni, sa perfettamente che mettere la mano in mezzo alla porta mentre sta per chiudersi è sbagliato perché fa male, mentre un qualsiasi 23 enne che io incontri ultimamente sembra veramente sulla strada sbagliata dal principio. Ma non è un problema mio, d’altronde non sono miei i problemi, e quindi è giusto che me ne freghi tranquillamente. Anche la prossima volta che vedo un incidente in diretta per strada e una persona morente per terra potrò tranquillamente andarmene senza aiutarla, tanto non sono cazzi miei! E la prossima volta che durante un esame quello dietro a me mi sussurrerà psssst! qual è la domanda 7? io dirò che non la so, tanto non è un problema mio: io la so. O il primo che mi chiede una mano per un problema informatico, anzi no, il primo che VEDRO’ in difficoltà con un problema informatico o con la macchinetta automatica dei biglietti in stazione ci passerò di fianco fischiettando che sfiga, guarda che non è capace, ma per fortuna non sono fatti miei! Bene: non è il mio carattere. Sono il contrario. E vedermi sfruttata per la mia continua gentilezza e addirittura CRITICATA per il mio “senso da amica” mi disturba non poco. Come se io volessi impedire a qualcuno di fare qualcosa, di limitare la sua libertà.. Come uno che si sta suicidando o che si sta facendo del male, gli passo di fianco e gli dico Oh! ti aiuterei, ma sarebbe una limitazione della tua libertà, d’altronde hai 40 anni, sai benissimo cosa è meglio per te! Sicuro, è proprio così che dovrebbero andare le cose… No. E qui non si tratta di punto di vista, di relativismo, qui si tratta di avere la coscienza della portata delle cose. Del peso delle cose, delle decisioni, del pensare a cosa pensano gli altri se. Non è una questione di essere ossessivi: è una questione di PENSARE dieci secondi in più e neanche porsi delle domande, pretenderei troppo, ma di OSSERVARE quello che succede nel resto del mondo. Il resto del mondo fa schifo? Ma bene, voglio diventare schifo anche io, così mi unisco alla massa e mi sentirò finalmente trendy! No. Non hai capito proprio un cazzo: non è essere trendy. E’ essere una scelta di qualcuno che non sei tu, ma di una massa informe di persone. E poi sai cosa mi piace da matti, anche? Che queste righe, al posto che sembrare uno sfogo sul come VORREI che andassero le cose, verrà letto dalla media totalmente idiota delle persone come un POST EMO lamentoso di quello che fanno le persone, perché d’altronde, sono cazzi loro, no? E infatti, sono fatti loro. Pero’ io le conosco delle persone che mi PIACCIONO.. e nonostante queste tendano ad emigrare in paesi diversi, mi piacciono proprio tanto. Anche se magari non avrei dato loro un franco appena conosciute, magari dico eh, invece si sono rivelate come incredibilmente intelligenti e completamente coscienti di loro stesse. Non egocentriche, non il centro cosmico di loro stesse, ma l’anima di loro stesse. E le stimo infinitamente, e anche se sono proprio poche, per fortuna che ci sono. E sì, ditemi pure che sono sfigata e che faccio discorsi da sfigata, tanto per quel che me ne frega. Ah no, è vero, invece me ne frega, perché sono permalosa.. Poi ci vediamo fra dieci anni, e vediamo chi sta meglio.
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2 Comments
certo che mi sembri incavolata forte eh ò_ò
secondo me, anyway, non è un discorso da emo. tutt’altro.
ma la gente capisce solo quello che vuol capire.
Il fatto è che tra 10 anni loro staranno bene, perchè se è nella loro natura vivere senza farsi problemi, pensando “tanto ho ragione io, so come si fa, faccio la cose giusta ecc”, tra 10 anni non sarà cambiato nulla. e qualsiasi cosa finiranno a fare/essere, sarà di sicuro la migliore, e saranno migliori di te. E’ il problema centrale: un modo di vivere che non comprende un contatto profondo con le persone, disponibilità ecc, porta all’immobilismo e quindi ad una non evoluzione, e come stanno bene ora, staranno benissimo tra 10 anni.
Mentre invece, chi si fa domande ora, tra 10 anni se ne sarà fatte una quantità esponenziale, e per quanto potrà essere stato fortuntato, di sicuro sarà ancora meno sicuro di prima. O almeno credo.
Good Luck.