
Ho questa idea che a New York le persone si parlino sulle scale. Non sono mai stata a NY e non posso di certo esserne sicura, ma mi immagino persone che si incontrano e si fermano a parlare sul pianerottolo di casa, sulle scale fuori i portoncini, quelle di mattoni che danno su un viale alberato, in un quartiere residenziale. Che parlano di come sta il marito, o se il figlio va bene a scuola, o se la accompagni a prendere dei fiori freschi perché avrai ospiti a cena.. E improvvisamente se stavi rientrando, cambi i tuoi piani ed esci di nuovo con chi hai appena incontrato.
Oppure nel retro dei palazzi, su quelle scale di ferro altissime, che arrivano fino in cima. Me la vedo pero’ più come uno sfogo, come dieci minuti in cui un amico ti ascolta e tu sei lì disperata con i tombini fumanti a parlare del tuo ultimo guaio..
Per esempio, a Bologna secondo me le persone si parlano tanto sugli autobus. Alle fermate degli autobus. Le più popolari sono sempre cariche di persone e gli autobus più frequentati sono i soliti quattro o cinque, ed è frequentissimo conoscere qualcuno che conosci mentre lo aspetti. Secondo me si parlano anche moltissimo sotto i portici, soprattutto quando piove, ma questa è facile, è ovvio che sia così con tutti i portici che abbiamo. A Bologna pero’ si parla anche nei supermercati di quartiere, si incontra sempre chi meno te lo aspetti..
A Parigi, per esempio, nonostante ci sia stata non ho focalizzato bene, se volessi scadere nel luogo comune direi in un caffè o dal panettiere, ma non ci giurerei, forse anche in metro.
Così come a Londra, città che adoro e nella quale vivrei, mi immagino la tube come diario dei pettegolezzi, e i Costa’s e magari anche semplicemente casa propria, perché mi immagino le case londinesi come fra le più belle e accoglienti, in contrasto col meteo.
E Berlino? In quale club, o in quale aeroporto in disuso trasformato in galleria d’arte ci incontriamo oggi?
Ma magari mi sbaglio, bisognerebbe abitarci per capirlo..